Orfani: Nuovo Mondo #6, recensione

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orfani nuovo mondo recensione numero 6

Cercherò di essere sintetico ma di dare un punto di vista utile.
Parliamo del nuovo numero di ORFANI: NUOVO MONDO, il numero 6.
Che va sotto il titolo “E non avrà paura”.
Soggetto e sceneggiatura: Roberto Recchioni, Mario Uzzeo
Disegni: Alessio Avallone, Werther Dell’Edera, Arturo Lauria, Aka B, Fabrizio Des Dorides
Colori: Alessia Pastorello
Cover: Matteo De Longis
Lettering: Marina Sanfelice

I punti forti: senza inserire spoiler, dico che questo per quanto mi riguarda è l’albo migliore tra quelli di questa serie. Per una serie di ragioni.
Parliamo di:

1) GRAFICA: un numero CONTAMINATO, in senso buono. COLLABORATIVO, un insieme di stili grafici e utilizzo dei colori FUNZIONALI al racconto. Qui probabilmente i soliti criticheranno gli stili di alcune tavole, ma saranno critiche fini a se’ stesse, senza una ragione alla base. Sapete perchè?
Perchè il gusto e la capacità critica delle persone è stata annullata dalla serialità, dalla produzione industriale che ha uniformato i gusti delle persone e ha tolto alle stesse gli STRUMENTI DI ANALISI. Questo nel fumetto, in Italia, ha prodotto un appiattimento dei gusti devastante. Perchè le persone non sono più in condizioni di analizzare e trovare in ciò che vedono i riferimenti a ciò che conoscono e hanno dimenticato. La POP ART ha ad esempio reso esplicito questo meccanismo. Ci hanno uniformati, per venderci prodotti uniformi.

(parentesi)
Per fare un esempio chiaro, questo è il motivo per cui ci sono persone che respingono il DYLAN DOG di NICOLA MARI perchè “non è Dylan”. Perchè non somiglia a quello delle copertine. E non sono in grado di capire che Mari RACCONTA, con il suo stile… che, è vero, si stacca dal puro realismo cui ormai tutti siamo assuefatti… ma che proprio per questo comunica stati d’animo in modi nuovi e più immediati. Mari può permettersi di disegnare arti e dita innaturalmente lunghi NON perchè non conosca le proporzioni… ma perchè le conosce e conosce tante altre cose. SA che noi vediamo una sua figura e in quelle braccia magre e quelle dita come artigli il nostro subcoscio vedrà in modo automatico la figura in bianco e nero del NOSFERATU cinematografico… il nostro cervello, senza che ce ne rendiamo conto, ci trasmetterà le sensazioni che abbiamo provato davanti a quella figura vista mille volte alla tv.

Ora, un piccolo regalo (per me e per voi) da parte dello stesso Nicola Mari, da me contattato per correttezza prima di pubblicare la mia riflessione all’interno di un articolo riguardante una testata che non fosse Dylan Dog. Nicola non solo si è detto dispostissimo a vederla pubblicata, ma ha voluto regalare una PROPRIA RIFLESSIONE sull’argomento. Che secondo me è preziosa. Grazie, Nicola. Eccola di seguito:

Soprattutto il disegnatore di comics non dovrebbe imitare la realtà. Dovrebbe piuttosto sforzarsi di fare emergere quelle parti di realtà senza le quali non sarebbe possibile distinguere nulla di ciò che ci appare nell’evidenza del quotidiano. In questo senso, il fumetto, e Dylan in particolare, è più reale del reale, esattamente come il disegno di ogni autore che non tenti di imitare la realtà.” (NICOLA MARI)
(chiusa parentesi)

Lo scopo delle tavole “oniriche”, degli stili graffiati, non finiti, contrastati contenuti all’interno di questo albo di Orfani: Nuovo Mondo è questo.
Gustatevele. Cercate di capire che stato d’animo vi comunicano e perchè.
La parte “non onirica” della storia è giustamente raccontata con stile realistico e di qualità.

2) STORIA: ancora una volta uno o più colpi di scena. Certo, nel corso della saga ho trovato diversi punti deboli, alcuni spiegati in seguito, altri no. Alcuni spiegati in modo altrettanto debole, altri in modo sensato. Ma, l’ho già scritto una volta, dobbiamo essere PRONTI ad accettare alcune licenze, alcune imperfezioni, così come lo facciamo per un film, se pensiamo alla DIFFICOLTA’ di condensare un plot così ampio, una serie di temi così ampia, in 12 numeri.
Tra l’altro 12 albi DISEGNATI. Non parliamo di 94 pagine scritte.
94 pagine DISEGNATE, in cui lo spazio ai dialoghi è concesso solo attraverso i balloons, sono davvero poche, credetemi.
E’ quindi normale qualche concessione, in sede di sceneggiatura, alle imperfezioni o alle scorciatoie.
Anche in questo trovo pregevole il lavoro degli SCRITTORI, che stanno comunque inserendo nuovi MECCANISMI nel modo di raccontare. Che, magari, apriranno un po’ la mente di qualche lettore.
A volte riuscendoci, a volte meno.
A mio avviso questo albo funziona benissimo.
Ultimo punto riguardo la storia: al di là del lato commerciale o meno di Orfani, su cui si concentrano detrattori e difensori, io credo si debba andare più in là e cercare di scavare un po’ più a fondo.
Penso che i più attenti non faranno fatica a trovare, nella situazione mostrata a PAGINA 90, riferimenti chiari alla SITUAZIONE ODIERNA e, soprattutto, al pericoloso pensiero (di tanti tra noi) che “si ferma alla superficie”.
Se anche poche persone si fermeranno, leggendo quella pagina, a riflettere sull’OGGI, questo albo sarà servito a qualcosa di più che a farvi passare un’oretta di svago.

Fabio Govoni

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